Sei nuove opere diffuse di Alice Pasquini e Lucamaleonte entrano nel paesaggio di Cantalice, lungo il Cammino di San Francesco. È Cartografie dell’Invisibile // a cura di Lara De Angelis e Pierpaolo Fabrizio /Settembre 2026. Realizzato con il contributo della Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Arte sui Cammini di Spiritualità – Annualità 2025”.
Accanto a ciascuna opera un QR code attiva i podcast con i racconti degli abitanti del luogo e degli artisti.
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L’artista Lucamaleonte si racconta
L’artista Alice Pasquini si racconta:
Che cosa rende visibile un territorio?
Non soltanto i suoi paesaggi, le sue architetture o i suoi monumenti, ma anche le storie che lo attraversano, le voci che lo abitano, le memorie spirituali che resistono nei luoghi e nelle relazioni quotidiane.
È da questa intuizione che nasce Cartografie dell’invisibile. Il progetto trasforma il borgo reatino in una mappa diffusa di immagini, racconti e presenze, mettendo in dialogo arte pubblica contemporanea, cammini spirituali, comunità locale e memoria del territorio.
Al centro dell’intervento ci sono le opere murali di Alice Pasquini e Lucamaleonte, due tra le figure più riconosciute dell’arte urbana italiana, chiamati a interpretare il paesaggio visivo e simbolico di Cantalice attraverso sei interventi disseminati nel tessuto urbano.
Alice Pasquini sviluppa una sequenza narrativa legata all’acqua, all’infanzia e all’emersione: figure che sembrano affiorare dal paesaggio e restituire forma a una memoria intima, fluida, legata al gesto del camminare e al rapporto tra corpo e territorio.
Lucamaleonte lavora invece su un immaginario naturale e simbolico: colombe, uccelli, lupo, rami e presenze animali costruiscono una grammatica visiva in cui spiritualità, natura e identità locale si intrecciano.
Accanto agli interventi murali, Cartografie dell’invisibile attiva una seconda dimensione del progetto: una mappa sonora geolocalizzata composta da podcast e racconti della comunità.
Le voci degli abitanti, dei bambini e dei ragazzi diventano parte integrante dell’opera, costruendo un archivio orale accessibile attraverso QR code e contenuti digitali diffusi nei luoghi del borgo.
I più giovani saranno invitati a raccontare il proprio rapporto con Cantalice, con il paesaggio, con le figure spirituali e con le storie che appartengono alla memoria collettiva del territorio. Non una semplice attività educativa, ma un modo per riconoscere ai bambini e ai ragazzi un ruolo attivo nella narrazione del luogo che abitano.
In questo senso il progetto non si limita a portare arte contemporanea nello spazio pubblico, ma prova a costruire una relazione tra opera, comunità e cammino.
Il titolo stesso, Cartografie dell’invisibile, suggerisce una mappa che non registra soltanto distanze o percorsi, ma tracce immateriali: devozioni, memorie familiari, racconti, leggende, presenze naturali, forme di appartenenza.
L’arte urbana diventa così uno strumento per leggere ciò che spesso resta sullo sfondo: il modo in cui un territorio continua a produrre senso attraverso le sue immagini, le sue voci e le sue pratiche quotidiane.
L’inaugurazione è prevista per domenica 29 settembre a Cantalice, con un percorso pubblico che restituirà alla comunità le opere murali e i contenuti sonori realizzati.
Cartografie dell’invisibile si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo dell’arte pubblica nei piccoli centri e nei territori attraversati dai cammini spirituali: non come semplice decorazione urbana, ma come dispositivo di ascolto, partecipazione e riscrittura condivisa del paesaggio.
